fori imperiali

ERCO: Nuova luce per i Fori Imperiali

E’ cambiato il volto notturno dei Fori Imperiali a Roma. Da una settimana (21 aprile, data in cui si è celebrato il Natale di Roma), i led ERCO, grazie ad un sistema di controllo della luce progettato da Helvar, illuminano uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

L’area compresa tra il Campidoglio, il Palatino e il Quirinale è stata infatti protagonista di un grande intervento d’illuminazione e valorizzazione progettato dal maestro Vittorio Storaro, vincitore di tre premi Oscar per la fotografia con capolavori come “Apocalypse Now“, “Reds” e “L’ultimo Imperatore” e dall’architetto Francesca Storaro che ha realizzato anche il progetto illuminotecnico.

L’obiettivo è stato quello di creare un impianto d’illuminazione artistica permanente per raccontare, attraverso la luce, le gesta dei vari Imperatori e la grande storia dell’Impero Romano. In particolare l’intervento coinvolge il Foro di Augusto, il Foro di Nerva e il Foro di Traiano.

“Per la realizzazione tecnica di un intervento così importante e ambizioso – spiega Andrea Nava, Amministratore Delegato di ERCO Italia – il progettista ha scelto corpi illuminanti a Led che, grazie a sistemi ottici all’avanguardia, garantiscono elevate performance e un’altissima precisione. ERCO per questo progetto ha anche sviluppato apposite lenti speciali studiate specificatamente da Vittorio e Francesca Storaro, per adattare la distribuzione della luce alle complessità di un sito archeologico come i Fori Imperiali ”.

arscaptiva

LA METAMORFOSI DEI LUOGHI

LA METAMORFOSI DEI LUOGHI

21 MAGGIO / 4 GIUGNO 2015 EX MANIFATTURA TABACCHI / TORINO

Ars Captiva è l’originale progetto del Comitato Creo, costituito dalle
scuole d’indirizzo artistico del Piemonte, per avvicinare gli studenti
alle pratiche dell’arte contemporanea.
Ne fanno parte, oltre all’Accademia Albertina, l’Istituto Albe Steiner
e i Licei artistici Cottini, Passoni e Primo di Torino, e il Liceo artistico
Buniva di Pinerolo.
Giunta alla sua quinta edizione biennale, Ars Captiva si presenta con
molte novità in una sede inedita e quanto mai suggestiva: gli spazi
dell’ex-Manifattura Tabacchi di corso Regio Parco 134, per gentile
concessione dell’Università degli Studi.

La collaborazione con la Borsa di studio Willy Beck ha consentito
quest’anno al Comitato CREO di affidare a un giovane curatore,
Ivan Fassio, la scelta del tema e la progettazione dell’evento.
La sua conseguente proposta di operare su La metamorfosi dei
luoghi si rivela in perfetta sintonia con l’inserimento in Torino
incontra Berlino.
L’idea di estendere agli studenti del Liceo classico D’Azeglio e del
Liceo classico musicale Cavour la partecipazione all’evento, è l’altra
novità di questa edizione, che consente loro inedite sperimentazioni
nel poco frequentato ambito delle arti visive.
Ars Captiva, da sempre attenta alla molteplicità delle espressioni
artistiche, quest’anno dà spazio anche alla presenza di due giovani
autori seguiti dall’Angsa Piemonte e appartenenti, al Progetto Mai
visti e altre storie, volto a promuovere il dialogo tra arte irregolare e
arte contemporanea.

Il tema della rinascita degli spazi urbani attraverso l’intervento
artistico sarà il pretesto per ogni azione creativa. Nell’ambito del
fertile e stimolante rapporto tra pratica estetica e cambiamento
sociale, gli studenti, riflettendo sui processi di trasformazione
urbana che accomunano le città di Torino e Berlino, presentano
opere pittoriche e fotografiche, installazioni interattive, performance
e concerti nell’ideale ambientazione dell’ex Manifattura Tabacchi.
Nata con la convinzione che sia possibile creare sinergie tra figure
e funzioni diverse (Istituzioni, docenti, studenti, artisti, musicisti) e
ispirandosi ai ritmi della città, Ars Captiva conferma di ricoprire un
ruolo centrale per l’orientamento professionale dei giovani artisti
e dei futuri operatori del settore, ottenendo spesso riconoscimenti
importanti, come ad esempio la partecipazione ad Artissima 2014.

Anche questa edizione sarà realizzata in collaborazione con il
Torino Jazz Festival (per il terzo anno consecutivo), mentre un’altra
importante novità è costituita dalla partecipazione al calendario di
Torino incontra Berlino.
La kermesse è organizzata con il contributo dei nostri sostenitori
di lungo corso: la Regione Piemonte, la Presidenza del Consiglio
Regionale del Piemonte, la Fondazione CRT e la Città di Torino.
Per la quinta edizione consecutiva, l’illuminotecnica di Ars Captiva è
fornita da Biglia srl – leader torinese in campo artistico e museale.
E dopo aver condiviso l’interessante esperienza della mostra su
Albe Steiner (in occasione del Centenario della nascita del grafico
che nel 1962 ne disegnò il logo), avendo un comun denominatore
“creativo”, Superga® sostiene Ars Captiva.
Ne siamo particolarmente felici.

L’apertura della quinta edizione avrà luogo alle ore 18.00 di
giovedì 21 maggio. Prenderà vita nell’Area Spettacoli, in cui il
regista londinese Peader Kirk, storico ospite di Ars Captiva dal
2009, condurrà la performance costruita con i partecipanti al suo
workshop.
A seguire, nell’Area Espositiva, la performance De Wall, ideata e
realizzata dagli studenti dell’Istituto Steiner e condotta da Flavio
De Marianis: un gruppo di studenti sarà impegnato in tracciati di
parkour, tra realtà dei luoghi e virtualità in video-mapping.
Alle 20.00, il concerto Luoghi in divenire degli studenti del Liceo
Musicale Cavour chiuderà la serata proponendo gli arrangiamenti
del jazzista Gianpiero Lo Bello.

Il 29 maggio alle ore 10.00 nell’Area Spettacoli, Discorsi e percorsi
fra jazz, pittura e canzone d’autore: progetto didattico de
Le Chiavi della Musica, prodotto dal Torino Jazz Festival e rivolto
alle scuole, condotto da Marco Basso, critico musicale, Luigi
Antinucci, cantautore, Performart (duo composto da Andrea Guariso
e Claudio Nicolo) e Luciano Gaglio, artista.
Dalle ore 17.00 nello Spazio Espositivo, Luoghi sonori in divenire,
conduction e performance con il Liceo Classico Musicale Cavour e
il musicista Gianpiero Lo Bello.
Alle 17.45 Scene da una metamorfosi, ad opera del Laboratorio a
cura di Tomaso Erasmo Brucato, Francesca Cinalli e Paolo De Santis.
Alle ore 18, il pomeriggio si chiude con i concerti di Berliner Quartett
e Pills in Pocket: una rivisitazione di brani tratti dal disco Berlin di
Lou Reed (1972) e un repertorio ispirato alle varie declinazioni del
rock anni ‘70-’80, attinenti alla scena musicale di Berlino e Torino.

Sede:
EX MANIFATTURA TABACCHI
corso Regio Parco, 134 — Torino
dal 21 maggio al 4 giugno 2015
Orari:
dal martedì al venerdì: 16.00 / 19.00
al mattino (per le scuole): su appuntamento
sabato e domenica 15.00 / 19.00
Inaugurazione:
Giovedì 21 Maggio, ore 18.00
ex Manifattura Tabacchi, corso Regio Parco, 134 – Torino

 

 

 

 

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EUROLUCE 2015: UN SUCCESSO

EUROLUCE 2015: UN SUCCESSO

A Milano, il mondo della luce esplora nuovi territori, dove nuove linee e forme di design si fondono con la tecnologia e dove l’innovazione è la reale protagonista.

I numeri del Salone Internazionale del Mobile di Milano parlano chiaro: 310.840 visitatori, tra professionisti e non.
Si conferma l’appeal internazionale per la kermesse, con un aumento di visitatori stranieri, sia in qualità di buyer-architetti-visitatori, sia di espositori, del +10%.

Per Linea Light Group, la 54esima edizione di Euroluce – la biennale che ha avuto luogo all’interno del Salone – è stato un evento unico, un’occasione imperdibile per consolidare relazioni, esibire prodotti e ambientazioni, intercettare fornitori e collaboratori.

Grazie al carattere internazionale della fiera, unito alla grande affluenza e alla curiosità dei visitatori, Linea Light Group ha riscosso un notevole successo, raccogliendo oltre un migliaio di contatti.

Lo spazio espositivo, progettato secondo una logica di grande percorso urbano, ha avuto un ottimo riscontro da parte del target di riferimento che, incuriosito e attratto dal concept, è riuscito ad apprezzare al meglio i prodotti e le soluzioni proposte.

Ad attirare curiosi ed addetti ai lavori è stata principalmente l’installazioneMoonflower, una composizione di moduli in policarbonato che danno vita a giochi di luce e colore.

Molte le persone che si sono soffermate all’interno della zona dedicata all’outdoor urbano, arricchito da elementi alberati, e dell’outdoor residenziale, con vegetazione appesa alle pareti, espliciti richiami alle aree esterne.

Non meno suggestive, la Zona Expo, dove i prodotti sono stati ambientati per sottolineare come il fattore design sia sempre accompagnato da una approfondita ricerca tecnologica, e l’indoor residenziale, una zona relax/lettura e spazio soggiorno/living di grande impatto scenico.

Progettisti, architetti e lighting designer hanno apprezzato l’areaArchitectural, dove il tema guida era costituito dalle caratteristiche tecnico-costruttive, oltre che estetiche, dei vari prodotti.
I più tecnologici, invece, non hanno potuto fare a meno di interagire all’interno dell’area domotica, all’insegna dell’edificio intelligente.

Cuore pulsante dello stand? L’area lounge, uno spazio meeting riservato ai progettisti interessati alla cultura dell’illuminazione, un’apertura all’intero mondo illuminotecnico quale momento di formazione, informazione e scambio culturale per approfondimenti tematici.

Per Linea Light Group è stata anche un’occasione per rafforzare le collaborazioni, o svilupparne di nuove, con progettisti, architetti e lighting designer di tutto il mondo.

fonte: http://www.linealight.com/blog/euroluce-2015-un-successo/

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DISANO: PARTNERSHIP EXPO 2015

DISANO: PARTNERSHIP EXPO 2015

’ unanime, con poche voci fuori del coro, la convinzione che gli anni che traghetteranno Milano verso l’Expo saranno quelli delle grandi opportunità di rilancio per la città, la sua economia, il turismo, il rinnovamento edilizio e il miglioramento ambientale.

I numeri sono noti: 20 miliardi di euro in arrivo, e con loro 70 mila nuovi posti di lavoro previsti. Expo 2015 uguale, anche e soprattutto, grandi progetti. In primo piano i progetti infrastrutturali: la metropoli lombarda intende presentarsi al traguardo con un corredo di infrastrutture adeguato a un crocevia dell’economia mondiale. Ma non è tutto. Il pacchetto di progetti che ha accompagnato la candidatura milanese, e il medesimo che oggi è in attesa di finanziamenti

e impulso, raduna idee vecchie e nuove per rifare il trucco alla città e alla Regione, per imprimere energia alle attività ambientali e sociali, per rendere meno lontani e maggiormente perseguibili antichi sogni di rinascita urbana. Progetti originali e in qualche modo arditi, nei quali l’illuminazione dovrà essere uno dei punti focali.

IL PARCO ESPOSITIVO E LA TORRE MISTERIOSA

In primo piano il dibattito sulla torre da 200 metri simbolo dell’Esposizione, che dovrebbe sorgere a ridosso della futura stazione Tav a Rho, all’ingresso del nuovo parco espositivo. Un’immagine che ha già fatto il giro del mondo, ma che non è ancora un progetto dai precisi contorni. Proprio a Milano peraltro non riscuote unanimi consensi: fra i primi a manifestare perplessità lo stesso sindaco Moratti.

ARREDO URBANO E GRANDI OPERE

Nel faldone dei progetti ci sono originali ipotesi di maquillage cittadino e arredo urbano, che interessano in particolare le zone centrali e storiche della città. Le proposte sono le più varie. Fra queste anche soluzioni ipertecnologiche, come quella del primo “Parco Olografico”. Al di là degli effetti speciali la partita da giocare è rilevante: l’Expo non può non essere l’occasione per dotare la metropoli di spazi culturali adeguati. C’è molto da fare: dalla sistemazione di un patrimonio storico come i Musei di Brera all’attuazione di progetti rimasti su carta, in cima alla lista il Museo d’Arte contemporanea.

L’INNOVATION DESIGNER E LA METROPOLI OLOGRAFICA

Gigantesche olografie proiettate nel cielo di Milano, musiche che partono al passaggio dei pedoni, facciate di case che cambiano colore al variare della temperatura. Sono solo alcuni dei 25 progetti messi a punto per l’Expo 2015 da Vito Di Bari, innovation designer della candidatura italiana all’Esposizione Universale del 2015. Gli abbiamo chiesto se le tecnologie digitali potranno in futuro rivoluzionare il concetto di arredo urbano e di illuminazione pubblica.

“Fra le soluzioni proposte per l’Expo che fanno uso della luce – spiega Di Bari – vi è ad esempio il Caleidoscopio Urbano. È un arredo urbano che porta con sè un tocco magico, perché si basa su vernici termocromatiche che cambiano colore al variare della temperatura, ma anche su tappeti di sensori sul pavè che suonano melodie diverse al variare dei flussi del passeggio, e su un sistema di illuminazione PLC (Powerline Communication). Questa tecnologia permette di veicolare informazioni usando i cavi elettrici. Si possono, per esempio, creare giochi di luce sulla base dei movimenti delle persone. Io credo che sempre più la luce, come i colori e i suoni della città dovranno diventare un tutt’uno con la popolazione che la abita”.

IL LAMPIONE DEL FUTURO A ENERGIA SOLARE

Fra i progetti in campo ce n’è uno specifico per l’illuminazione. Si tratta del lampione ecologico OnOff, prodotto dalla Disano Illuminazione e disegnato da Giugiaro Architettura. In occasione del Festival dell’Ambiente, primo grande evento sulla “road mapp” per l’Expo, OnOff è stato installato in alcuni punti strategici del centro storico milanese. OnOff risponde al meglio alle più attuali richieste in fatto di illuminazione di qualità, risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale. Si può alimentare con un pannello fotovoltaico integrato nella struttura. Ciò consente un funzionamento autonomo anche senza collegamento alla rete elettrica. L’apparecchio può altresì accumulare energia e restituirla alla rete. Altro requisito fondamentale, l’utilizzo dei Led, sorgente luminosa a risparmio energetico. La potenza totale assorbita dal lampione è di soli 30W. OnOff è dotato di un’ottica studiata in modo da concentrare la luce su alcuni punti (ad esempio i passaggi pedonali) per aumentare la sicurezza. Il materiale scelto è l’alluminio, interamente riciclabile.

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Artemide – Euroluce 2015

Martedì 14 aprile. Euroluce 2015 apre i battenti e non potevamo certo mancare.

Poche la novità in campo tecnico molte in campo decorativo soprattutto per Artemide

Gismondi e la sua Artemide sembrano aver messo da parte la ricorsa alla tecnologia led per gli apparecchi tecnici tornando a realizzare quello che

hanno sempre saputo fare meglio di tutti: il vetro, il colore, le forme. Il decorativo in tutta la sua essenza.

Uno stand all’avanguardia valorizzato dalla presenza di Ernesto Gismondi che ci ha accolto come un buon padrone di casa dovrebbe fare.

Abito elegante, bastone rosso e un sorriso smagliante ad incorniciare uno sguardo entusiasta per le nuove creature di casa Artemide.

Artemide vince in assoluto la scommessa per il decorativo 2015.  Ci vediamo giovedì in fiera per il secondo round.

 

 

 

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Kundalini – Euroluce 2015

Euroluce 2015 | 14/19.04.2015 | Hall 11 Booth C18

Kundalini è un’azienda caratterizzata da una forte identità e da uno stile cosmopolita, innovativo e sofisticato. È un’azienda che parla un linguaggio universale e al contempo estremamente riconoscibile.

A Euroluce 2015 Kundalini presenta progetti in cui il passato si fonde con il futuro per dar vita a nuovi segni della luce. Ogni progetto è un’idea e racconta uno specifico percorso creativo e tecnologico.

Ognuno ha una diversa destinazione d’uso, ma sono tutti coerenti con la filosofia Kundalini che unisce da sempre l’approccio anticonvenzionale e la ricerca di nuove estetiche con una profonda conoscenza dei materiali e delle tecnologie.

Kushi, collezione di lampade in grado di plasmare la forma della luce, progetto di Alberto Saggia & Valerio Sommella.

Shēn, lampada da tavolo in cui forme geometriche pure dialogano in armonia con finiture inedite e mutevoli, progetto di Marco Merendi.

New York Wall, lampada da parete che integra la collezione delle sospensioni, trae ispirazione dalle matrici degli hot dog stand, progetto di Peter Jamieson.

– A integrazione delle novità 2015 Dawn e Tua, lampade da parete in cui l’applicazione di tecnologie innovative si affianca all’uso di materiali tradizionali per esaltare il valore estetico del progetto, presentate in anteprima al Fuorisalone 2014, riproposte con finiture inedite.

– Completa la collezione la sospensione Clover, lampada-scultura di ispirazione floreale, riproposta con sorgente luminosa a LED per esaltare l’estetica della lampada e degli interni in cui è inserita senza trascurare il rispetto per l’ambiente, progetto di Brodie Neill.

6 novità che riflettono la capacità di Kundalini di unire alla sottile poesia della forma la massima funzionalità e praticità d’uso plasmando i migliori materiali attraverso lavorazioni d’avanguardia.

Un senso del colore e della geometria sempre inedito e ad alto tasso di creatività, che trae di volta in volta ispirazione da mondi diversi, la natura, gli scenari industriali, le arti visive, in una sintesi sempre perfettamente calibrata tra funzione ed emozione.

Tutto ciò con un’attenzione particolare ai talenti emergenti e ai giovani designer accanto ai nomi più affermati della scena contemporanea.

Sotto la guida di Stefano Bordone, presidente e direttore artistico, l’azienda rappresenta una realtà internazionale più che consolidata nel settore dell’illuminazione di design, con un catalogo che spazia dai singoli progetti a intere collezioni con applicazioni sia nell’ambito residenziale sia architetturale.

phanto

Phanto by Fabio Fantolino

fonte: studio Fantolino

Salve amici,

come molti di voi sapranno, anche quest’anno sta per avere luogo il salone del mobile a Milano.

Avremo il piacere di vedere alcuni nostri lavori di furniture design esposti in fiera, i prodotti sono stati disegnati dall’architetto Fabio Fantolino per il brand PHANTO.
Saremmo davvero onorati di ricevere una vostra visita ed è con grande piacere che vi alleghiamo l’invito.

In oltre ci sentiamo di porre alla vostra attenzione questo nuovo brand: “Phanto” ( https://www.facebook.com/phantodesign ) con il quale abbiamo avuto il piacere di lavorare e che si sta affermando rapidamente nel mondo dell’ high-end interior design.
Appena sbarcato sui social media ma già ampiamente apprezzato nell’ambiente dell’architettura.

Vi ringraziamo per la cortese attenzione e vi aspettiamo con ansia in fiera dal 14 al 19 aprile.

Studio Fabio Fantolino

 

lightindesigner

Quando il lighting designer fa la differenza

Rieccomi qua dopo quasi un mese sabbatico di riflessione, necessario a riprendere fiato dopo tutti gli accadimenti , frutto di decisioni a lungo meditate che, di fatto, hanno cambiato, in meglio, la mia vita professionale.
Quindi un nuovo articolo, che quasi potrei definire il primo di una nuova era che mi vedrà sicuramente più attivo sia come autore, tra le pagine di questo blog, sia come lighting designer libero professionista.

Dunque per riprendere alla grande, propositivo al punto giusto, visto che comunicare è il modo migliore di far conoscere ai più l’importanza del ruolo del lightign designer nella progettazione, vi propongo un bel lavoro realizzato ad Istanbul dallo Studio di Paola Urbano di Torino ormai un paio di anni fa, ma che rimane oggi ancora molto attuale.
Oggetto dell’intervento è un vecchio edificio industriale Ottomano, vicino al Corno d’Oro, con una superficie di circa 4000mq, ristrutturato dallo studio turco Erginoğlu & Çalışlar Architects per ospitare i nuovi uffici di un agenzia di pubblicità. La struttura dell’edificio che è stata preservata nella sua forma originaria, ospita inoltre uno spazio polifunzionale -fruibile anche nelle ore serali per piccoli eventi privati e mostre. Il progetto della luce ha interagito sin da subito con le soluzioni del progetto architettonico, garantendo un’illuminazione funzionale e scenografica senza intaccare i muri dell’antica struttura.

L’idea di un contenitore edilizio di 4000mq con spazi interni molto ampi che comunicano tra di loro più di quanto non facciano con l’esterno è stato uno dei primi spunti per il progetto della luce. La struttura originaria e l’intervento di recupero a prima vista evocavano un “nucleo abitato” in microscala o meglio un “bazaar coperto” con affacci e balconi sui passaggi interni ( corridoi ). Questo concetto di spazio richiamava l’immagine di una luce viva e differenziata, che facesse emergere verso i passaggi coperti la vivacità e l’operosità delle attività svolte negli spazi limitrofi. I corridoi ricordavano altresì i vicoli di antichi nuclei rurali. Inoltre, i vecchi archi ed i muri in pietra evocavano la “memoria del luogo” che richiedeva di essere messa in luce.

Più nel dettaglio, analizzando le diverse aree d’intervento:

– I corridoi

L’idea evocativa del “bazar coperto” suggerita dall’edificio, è stata realizzata rafforzando la percezione delle aperture e delle finestre che affacciano sui corridoi. Tutti gli intradossi degli archi sono stati enfatizzati con un illuminazione indiretta realizzata con sorgenti fluorescenti. Un secondo effetto luminoso è stato inserito per sottolineare lo sviluppo rettilineo del percorso. Esso è stato creato evidenziando con un illuminazione a radenza la base delle mura ed i ciottoli perimetrali alla pavimentazione. L’effetto luminoso è stato realizzato con Led color ambra nascosti alla vista dal bordo del pavimento in marmo.

I corridoi, oltre che come passaggi di distribuzione agli uffici, sono occasionalmente utilizzati per l’esposizione di quadri e opere grafiche. Si è pensato quindi di coniugare l’esigenza dell’illuminazione funzionale dei percorsi con quella dedicata alle opere. A questo scopo è stato concepito un terzo effetto luminoso che realizza una calibrata illuminazione parietale. Gli apparecchi ad alognenuri metallici sono installati sopra le mura ad un altezza di circa otto metri, attraverso un fascio luminoso molto stretto illuminano la parete prospiciente. Attraverso le differenti accensioni dei tre sistemi di illuminazione, è possibile creare scenari luminosi diversificati in funzione delle occasioni e delle specifiche esigenze.

– Gli uffici

Le attività operative della agenzia di pubblicità in parte sono state organizzate in open space ed in parte sono state suddivise in uffici realizzati in spazi circoscritti, sopra e sotto alcuni soppalchi.

Gli open space sono stati illuminati con una distribuzione della luce analoga a quella naturale che filtra dai lucernari. Sulle travi, utilizzate come elementi per il passaggio degli impianti, sono stati installati gli apparecchi di illuminazione. I corpi illuminanti, disegnati su misura per offrire il minore impatto visivo, utilizzano ottiche ad alto rendimento e sorgenti a ioduri metallici. Una soluzione simile è stata adottata anche per l’illuminazione dei soppalchi, mentre gli uffici sottostanti sono stati illuminati con apparecchi a parete e a sospensione equipaggiati con sorgenti lineari fluorescenti.

– Lo spazio di ingresso

La hall, anch’essa caratterizzata da ampi lucernari, è l’unico ambiente con finestre che affacciano verso l’esterno. Essa ospita la reception, una piccola zona bar e alle due estremità, dei cubi in vetro che racchiudono delle sale riunioni disposte su due livelli. I volumi vetrati staccati dalla struttura in pietra si prestano a diventare dei “contenitori luminosi” nelle ore serali. Le finestre, poste a più di tre metri di altezza dal piano di calpestio, sono state evidenziate in modo da essere un richiamo visivo dall’esterno verso l’interno, così da far percepire l’esistenza di una nuova attività creativa all’interno del vecchio edificio. L’illuminazione generale dell’area di ingresso è stata realizzata con la stessa soluzione tecnologica adottata per gli openspace. I cubi vetrati che accolgono le sale riunioni sono stati illuminati in modo da essere percepiti come due volumi luminosi. Le superfici vetrate, che in parte sono opaline ed in parte trasparenti ma oscurabili sono state illuminate a radenza con apparecchi installati sia alla base che all’estremità superiore del parallelepipedo. Un ulteriore illuminazione utilizzabile durante le riunioni è stata realizzata con apparecchi a sospensione e a parete equipaggiati con lampade fluorescenti. Infine il motivo dominante del progetto che enfatizza le aperture presenti nelle vecchie mura, è stato ripreso anche nella hall dove gli intradossi delle finestre sono stati evidenziati con lampade fluorescenti.

Nel suo complesso, il progetto della luce ha voluto coniugare – con soluzioni non invasive – un’opportuna illuminazione funzionale ad una “doverosa” illuminazione architetturale, creando nel contempo opportune gerarchie di interesse visivo utili alla lettura corretta sia del nuovo progetto che della struttura originaria.

Ancora una volta il lighting designer è stato fondamentale alla miglior interpretazione del luogo con la luce: sostenere con il proprio progetto l’accoglienza dei luoghi e il benessere dei fruitori. Una professione che può fare la differenza? Direi proprio di si!

fonte: luxemozione.com

martinelliluce

Martinelli Luce festeggia i 50 anni del PIPISTRELLO

Martinelli Luce festeggia i 50 anni del PIPISTRELLO.

Sei invitato anche tu.
Nel 2015 si celebrano i 50 anni della lampada realizzata da Gae Aulenti.

Martinelli Luce t’invita a raccontare il pipistrello attraverso pensieri o foto.

I pensieri e le foto saranno pubblicati su una rivista di design, sulla pagina dedicata al pipistrello e sulla brochure dell’anniversario!

http://pipistrello.martinelliluce.it/contest-pipistrello.htm

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L’ultima Cena by Leonardo da Vinci

L’ultima Cena by Leonardo da Vinci

Guzzini adotta il Cenacolo Vinciano. In accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggisti di Milano si prenderanno cura per valorizzare la sua già straordinaria bellezza. Hanno realizzato una nuova illuminazione con apparecchi di ultima generazione che risaltano la ricchezza cromatica e i dettagli del capolavoro leonardesco.

La nuova illuminazione a LED restituisce una maggiore ricchezza cromatica dell’Ultima Cena, opera un miglior controllo nella distribuzione della luce e garantisce la corretta conservazione dei dipinti grazie a una consistente riduzione del calore dissipato all’interno della sala, mantenendo inalterato il livello di illuminamento. I valori delle valutazioni termografiche e le rilevazioni spettrofotometriche sono minori di 30 volte rispetto a quanto ammesso per la classe di beni estremamente sensibili alla luce dalla normativa italiana ed europea.

Tutti i rilevamenti fotometrici, termici e microclimatici sono stati effettuati e certificati dal Laboratorio di Fotometria dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR).

L’Ultima Cena si trova a Milano nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, antica sede del Tribunale dell’Inquisizione. A seguito del crollo della volta e delle pareti principali, restano le due pareti terminali con l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci a destra e a sinistra la Crocifissione di Donato Montorfano. Nel 1980 il sito è diventato Patrimonio mondiale dell’umanità.

L’Ultima cena (detta anche il Cenacolo) è un dipinto di Leonardo da Vinci eseguito per il suo patrono, Ludovico Sforza duca di Milano nel periodo di tempo che va dal 1494 al 1497. L’opera misura 4,6 x 8,8 m e rappresenta la scena dell’ultima cena di Gesù tratta dal Vangelo di Giovanni, nel quale il figlio di Dio annuncia che verrà tradito da uno dei suoi discepoli.