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DISANO: PARTNERSHIP EXPO 2015

DISANO: PARTNERSHIP EXPO 2015

’ unanime, con poche voci fuori del coro, la convinzione che gli anni che traghetteranno Milano verso l’Expo saranno quelli delle grandi opportunità di rilancio per la città, la sua economia, il turismo, il rinnovamento edilizio e il miglioramento ambientale.

I numeri sono noti: 20 miliardi di euro in arrivo, e con loro 70 mila nuovi posti di lavoro previsti. Expo 2015 uguale, anche e soprattutto, grandi progetti. In primo piano i progetti infrastrutturali: la metropoli lombarda intende presentarsi al traguardo con un corredo di infrastrutture adeguato a un crocevia dell’economia mondiale. Ma non è tutto. Il pacchetto di progetti che ha accompagnato la candidatura milanese, e il medesimo che oggi è in attesa di finanziamenti

e impulso, raduna idee vecchie e nuove per rifare il trucco alla città e alla Regione, per imprimere energia alle attività ambientali e sociali, per rendere meno lontani e maggiormente perseguibili antichi sogni di rinascita urbana. Progetti originali e in qualche modo arditi, nei quali l’illuminazione dovrà essere uno dei punti focali.

IL PARCO ESPOSITIVO E LA TORRE MISTERIOSA

In primo piano il dibattito sulla torre da 200 metri simbolo dell’Esposizione, che dovrebbe sorgere a ridosso della futura stazione Tav a Rho, all’ingresso del nuovo parco espositivo. Un’immagine che ha già fatto il giro del mondo, ma che non è ancora un progetto dai precisi contorni. Proprio a Milano peraltro non riscuote unanimi consensi: fra i primi a manifestare perplessità lo stesso sindaco Moratti.

ARREDO URBANO E GRANDI OPERE

Nel faldone dei progetti ci sono originali ipotesi di maquillage cittadino e arredo urbano, che interessano in particolare le zone centrali e storiche della città. Le proposte sono le più varie. Fra queste anche soluzioni ipertecnologiche, come quella del primo “Parco Olografico”. Al di là degli effetti speciali la partita da giocare è rilevante: l’Expo non può non essere l’occasione per dotare la metropoli di spazi culturali adeguati. C’è molto da fare: dalla sistemazione di un patrimonio storico come i Musei di Brera all’attuazione di progetti rimasti su carta, in cima alla lista il Museo d’Arte contemporanea.

L’INNOVATION DESIGNER E LA METROPOLI OLOGRAFICA

Gigantesche olografie proiettate nel cielo di Milano, musiche che partono al passaggio dei pedoni, facciate di case che cambiano colore al variare della temperatura. Sono solo alcuni dei 25 progetti messi a punto per l’Expo 2015 da Vito Di Bari, innovation designer della candidatura italiana all’Esposizione Universale del 2015. Gli abbiamo chiesto se le tecnologie digitali potranno in futuro rivoluzionare il concetto di arredo urbano e di illuminazione pubblica.

“Fra le soluzioni proposte per l’Expo che fanno uso della luce – spiega Di Bari – vi è ad esempio il Caleidoscopio Urbano. È un arredo urbano che porta con sè un tocco magico, perché si basa su vernici termocromatiche che cambiano colore al variare della temperatura, ma anche su tappeti di sensori sul pavè che suonano melodie diverse al variare dei flussi del passeggio, e su un sistema di illuminazione PLC (Powerline Communication). Questa tecnologia permette di veicolare informazioni usando i cavi elettrici. Si possono, per esempio, creare giochi di luce sulla base dei movimenti delle persone. Io credo che sempre più la luce, come i colori e i suoni della città dovranno diventare un tutt’uno con la popolazione che la abita”.

IL LAMPIONE DEL FUTURO A ENERGIA SOLARE

Fra i progetti in campo ce n’è uno specifico per l’illuminazione. Si tratta del lampione ecologico OnOff, prodotto dalla Disano Illuminazione e disegnato da Giugiaro Architettura. In occasione del Festival dell’Ambiente, primo grande evento sulla “road mapp” per l’Expo, OnOff è stato installato in alcuni punti strategici del centro storico milanese. OnOff risponde al meglio alle più attuali richieste in fatto di illuminazione di qualità, risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale. Si può alimentare con un pannello fotovoltaico integrato nella struttura. Ciò consente un funzionamento autonomo anche senza collegamento alla rete elettrica. L’apparecchio può altresì accumulare energia e restituirla alla rete. Altro requisito fondamentale, l’utilizzo dei Led, sorgente luminosa a risparmio energetico. La potenza totale assorbita dal lampione è di soli 30W. OnOff è dotato di un’ottica studiata in modo da concentrare la luce su alcuni punti (ad esempio i passaggi pedonali) per aumentare la sicurezza. Il materiale scelto è l’alluminio, interamente riciclabile.