• Anno

    2016

  • Luogo

    P.za Del Monastero 14, Torino

  • Cliente

    Parrocchia La Visitazione

Chiesa La Visitazione – Torino

La chiesa della Visitazione venne progettata dall’architetto Giovan Battista Ferrante su committenza dell’ordine delle Suore Visitandine.
La chiesa fu costruita quindi per il convento, assumendo l’aspetto caratteristico a croce greca che la distingue, ma fin dall’inizio rimase aperta anche ai fedeli, che la raggiungevano da corso Francia attraverso un vialetto frontale.
Del corpo originario rimane soltanto la chiesa, il sagrato con la cancellata in ferro battuto ed alcuni resti murari che delimitavano la proprietà.
Oggi la Chiesa della Visitazione è situata nel centro di una piazza che ha preso il nome di piazza del Monastero, in ricordo del passato convento, ed è circondata su tre lati da palazzine ad uso prevalentemente residenziale.

La parte interna della cupola ha la caratteristica forma bombata, suddivisa in otto padiglioni realizzati in due serie diverse: quattro principali alternate, situate sui lati maggiori della pianta ed altre quattro, più piccole, innestate in corrispondenza delle parti in muratura. Le principali sono quelle che aprono alle visuali verso i due altari laterali e verso l’altare principale.
I padiglioni sono dipinti “a cielo stellato” e sono scanditi da costoloni intonacati e decorati con colori alternati. Ogni spicchio è incorniciato da una fascia con decori geometrici dorati e rosso mattone. I costoloni scaricano le forze lungo pilastri compositi (cioè fasci di colonne e semicolonne).
Nella chiave di volta è inserita una croce greca stilizzata, decorata con il colore oro.
La volta situata sopra il presbiterio è suddivisa in quattro spicchi uguali da costoloni che si innestane su fasci di colonne. All’interno di ogni spicchio vi sono decorazioni che riprendono quelle della cupola, cielo stellato con cornici in rosso e oro.

Le volte laterali riprendono gli stessi colori dominanti della cupola ma con decorazioni differenti: non cielo stellato ma una maglia di croci dorate su sfondo blu.
Le pareti interne sono scandite da fasci di semicolonne in pietra affrescata su cui si innestano i costoloni e gli archi della copertura. Le decorazioni parietali riproducono una parete in blocchi in pietra.
Nella parte sottostante i cori vi sono una fila di colonne semplici, così come all’ingresso della bussola vi è una parte porticata in cui è posizionato l’organo, che risale al 1760, proviene dalla chiesa di S. Chiara ma è ampiamente rimaneggiato.

Le colonne e le semicolonne sono in stile corinzio con elementi naturali, foglie di acacia, e decorazioni in oro, leggermente rastremate verso l’alto.

L’interno è nobilitato da dedorazioni geometriche, con tinte color seppia e terra, ed elementi naturalistici stilizzati.

Il pavimento è costituito di lastre marmoree lucide, il colore diverso differenzia la funzione dell’area: parte centrale grigio e bianco con fiore centrale in corrispondenza della chiave di volta; parte presbiteriale rosso e bianco. Il presbiterio è leggermente sopraelevato da due scalini.
Il vecchio Altare Maggiore, costruito su progetto dell’architetto Bernardo Vittone, proveniva da Santa Chiara, dove le suore Visitandine si trovavano prima di trasferirsi, nel 1904, nel monastero. Fu rimosso, insieme con le balaustre che delimitavano le zone degli altari, con l’introduzione della riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II, che fece spostare l’altare verso i fedeli.

L’attuale Altare è opera dell’architetto Nicola Palmina ed è stato consacrato il 28 ottobre 1996 dall’Arcivescovo di Torino, card. Giovanni Saldarini, in occasione delle celebrazioni per i festeggiamenti del 25° anno di fondazione della Parrocchia. Con l’occasione venne anche rifatto il pavimento e sistemato l’ambone.
Anche i due altari laterali sono originali e provengono dalla chiesa di S. Chiara.
Alle spalle dell’altare è situato parte del pannello marmoreo (tutto ciò che rimane del vecchio altare maggiore) in cui è inserito il quadro raffigurante la visita di Maria a Elisabetta, del pittore Luigi Venier (1689), anch’esso proveniente da S.Chiara.

Nelle due pareti ai lati del presbiterio, in due nicchie che si aprono in esse, sono ospitati a sinistra il tabernacolo e a destra il battistero.
Originariamente la nicchia di destra dava accesso, attraverso una scala, ai locali posti al primo piano. Nel 1967 la scala fu murata e la nicchia ospitò il battistero, progettato dall’architetto Nicola Palmino, con la conca battesimale su cui incombe un bronzetto rappresentante lo Spirito Santo in forma di colomba. E’ stato benedetto da mons. Natalino Pescarolo, vescovo di Fossano, il 31 maggio 1996 in occasione della festa della Visitazione.
Nelle due pareti a fianco della bussola di entrata sono ricavati due vani attrezzati a confessionali.
Nelle lunette poste sui quattro muri, subito sotto la base della cupola, sono inserite a gruppi di tre o quattro le quattordici formelle in terracotta rappresentanti le stazioni della Via Crucis realizzate dalla scultrice Luisa del Sole Meschino. La Via Crucis è stata benedetta da mons. Pier Giorgio Micchiardi, Vescovo ausiliare, l’8 marzo 1996.

I Bronzetti – La Cena di Emmaus dell’altare rivolto al pubblico, quello del Cesto di Rose e Gigli dell’ambone, quello dello Spirito Santo del Battistero e la Cornice del Tabernacolo – sono opere dello scultore Narciso Càssino di Candia Lomellina.

La tela sopra l’Altare della navata sinistra rappresenta l’apparizione del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque; la tela sopra l’altare della navata destra rappresenta San Francesco di Sales che consegna la regola alla Fondatrice dell’Ordine della Visitazione, Santa Giovanna Francesca di Chantal, e ad alcune sue consorelle. Le due tele sono opera dell’artista T. Lorenzoni, che conta, fra le sue opere maggiori, le pale di altare di Maria Ausiliatrice in Torino e in Piobesi.
Entrambe le tele sono riproduzioni degli originali che le Suore dell’ordine della Visitazione hanno portato con loro quando si sono trasferite.

A sinistra, tra il presbiterio e la navata sinistra, trova posto il Tabernacolo.

La chiesa fu arredata dai lampadari nel 1994 e l’altare fu completato con le sedie nel 1997.

L’organo è stato costruito nel 1760, ed è stato trasferito dalla chiesa di Santa Chiara insieme ai tre altari. La costruzione, non imponente ma di alto pregio sia per quanto attiene alla fattura sia per ciò che riguarda la caratteristica del suono prodotto, è stata ristrutturata dalla Ditta Lingua nel 1905. Una targa in porcellana recita sommariamente: “Lingua Giuseppe -Fabbricante- Torino”.
L’organo è stato restaurato anche nel  984 dalla Ditta Rosso & Pansera.

Nel complesso l’interno, dominato da pochi fasci di luce paralleli e da ampie zone in penombra, si presenta molto raccolto e mistico, senza creare senso di distrazione o smarrimento, perché il fedele riesce a vedere praticamente tutti i punti significativi della chiesa ovunque si trovi.